® NOBERASCO S.p.A. | P.iva 01270390097 | N. iscrizione REA Savona 53659 | Cap. sociale 600.000 i.v.
SELEZIONI DI FRUTTA IDEE REGALO INIZIATIVE DOVE SIAMO
BENESSERE LIFESTYLE FITNESS RICETTE WIKIFRUTTI
CILIEGIA
TAG:
CILIEGIA

La ciliegia è il frutto del ciliegio (Prunus avium) e appartiene alla famiglia botanica delle Rosaceae.
La corteccia è liscia e color porpora-marrone con prominenti lenticelle orizzontali che si presentano di color grigio-marrone negli alberi giovani, più scure, spesse e fessurate negli alberi più vecchi. La chioma è il più delle volte di forma piramidale, costituita da foglie alterne, di forma ovoidale, di colore verde scuro con nervature più chiare.
I fiori sono bianchi, presentano un lungo picciolo e sono riuniti in infiorescenze chiamate ombrelle. Sono inoltre ermafroditi e hanno un’impollinazione di tipo entomofila, attuata ovvero dagli insetti. La fioritura avviene all'inizio della primavera, contemporaneamente alla produzione di nuove foglie.
Il frutto del ciliegio è una drupa carnosa di 1–2 cm di diametro (più larga in alcune cultivar), presenta un colore che varia da rosso brillante a viola scuro a seconda del livello di maturazione e dalla cultivar considerata.
  

Esistono molteplici varietà di ciliegia, le più conosciute e commercializzate sono:

  • Durone Nero di Vignola, prodotte tra Modena e Bologna, sono grosse, dolci e carnose, hanno un colore rosso intenso, tendente al nero e si raccolgono da inizio giugno.
  • Burlat, originarie della Francia, sono le ciliegie più precoci. Si raccolgono dal mese di maggio e sono riconoscibili dalla buccia rosso scuro e dalla polpa rosa non molto consistente.
  • Ferrovia, varietà tipica della Puglia, sono le più popolari. Sono caratterizzate da una polpa tenera e carnosa, dalle tinte rosso chiaro e da un sapore dolciastro; maturano a maggio.
  • Graffione Bianco, di provenienza piemontese, hanno polpa gialla e retrogusto amarognolo.
  • Lapins, sono originarie del Canada e hanno buccia di colore rosso scuro punteggiata e polpa color arancio.
  • Malizia, tipiche della Campania, maturano nel mese di maggio. Di grosse dimensioni, hanno polpa rossa, succulenta e tenera.
  • Mora di Cazzano, varietà veneta meglio conosciuta come Durone di Verona. Questa specie di ciliegie è di piccole dimensioni, con buccia di colore rosso brillante e polpa croccante.
  • Bell’Italia, tipica del Trentino Alto Adige, è piccola, dolce, ha una polpa tenera e rossa e matura da fine maggio.
  • Durone della Marca, colore rosso tendente all’arancio, consigliate per le marmellate e le conserve sotto spirito e matura da fine giugno.

 
Fonte: USDA
La notevole presenza di potassio contribuisce considerevolmente al tenore energetico nonché al mantenimento di un corretto mantenimento delle membrane cellulari.
La quantità di grassi minima, 0,3 g, unita all’alto valore energetico, 314kcal per 100 g, rende le ciliegie un frutto ottimo come rompi digiuno.

La Vitamina C rende la ciliegia una buona fonte di antiossidanti, utili a contrastare i radicali liberi e le patologie derivate dagli stessi.
Da annotare anche la presenza dei flavonoidi, che oltre a contribuire alla lotta contro i radicali liberi, sono un ottimo antidolorifico e agiscono a tutela del muscolo cardiaco e di tutto l’apparato circolatorio.

Il frutto del ciliegio contiene fibre solubili in buona quantità che, oltre a regolarizzare l’intestino, nello stomaco si impregnano di acqua come spugne determinando una distensione delle pareti gastriche; questa caratteristica rende la ciliegia un ottimo sostituto alimentare nelle diete dimagranti per il controllo del peso.

La ciliegia, grazie alla presenza di melatonina, concilia il sonno. La melanina infatti è un ormone prodotto dalla ghiandola pineale con la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia, di migliorare il sonno e di alleviare i disturbi dovuti al cambio di fuso orario (la cosiddetta sindrome da " jet lag"). 

Origine del nome
La leggenda vuole che il nome del frutto derivi da una città sul Mar Nero: Cerasus, odierna Giresun. Nel 71 a. C. in questa città si scontrarono i Romani, comandati dal generale Licinio Lucullo, contro le truppe del re del Ponto, Mitridate. Come narra Plinio il Vecchio, i romani vittoriosi portarono a Roma le ciliegie. Non si è certi che l’origine del nome derivi dalla città turca, tuttavia la radice della parola si presenta simile anche in molti idiomi: spagnolo cereza, cerise in francese, kirsche in tedesco, cherry in inglese.

Una tira l’altra… e non solo
In alcuni paesi come la Francia o il Giappone ci sono diverse tradizioni a proposito delle ciliegie.
In Francia i ragazzi sono soliti dichiarare il loro amore alle ragazze appendendo alle loro porte un rametto di ciliegie, mentre in Giappone sono considerati frutti sacri per le loro energie trasmesse all’organismo e inoltre il colore rosso del frutto viene paragonato al coraggio dei samurai.
Anche nel cattolicesimo rivestono un ruolo di rilievo perché hanno un loro santo protettore, ovvero San Gerardo dei Tintori, che si festeggia a Monza il 6 giugno con bancarelle piene di ciliegie.

Ciliegie e guerra
I fiori del ciliegio rappresentano un’allegoria della mortalità umana.
Sarebbe appunto il sangue dei samurai ad aver colorato di rosa i petali del fiore – recita una leggenda giapponese – “la fioritura di ciliegio degli alberi ai piedi dei quali venivano seppelliti, per tradizione, i corpi dei samurai. Esclusivamente a queste guardie imperiali era riservato il tatuaggio dei fiori dei ciliegi, rimasto in seguito a simbolo di tutte le arti marziali”.
Nella Seconda guerra mondiale i kamikaze se li facevano dipingere sulla carlinga degli aerei prima di immolarsi contro il nemico nell’ultimo volo suicida. “Così i soldati cadevano sul campo di battaglia in ordine sparso come petali di fiore di ciliegio trascinati dal vento ele loro anime proprio in questi si reincarnavano”.




Trovi CILIEGIA in:
 
SCOPRI
VIVA LA CILIEGIA