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ANACARDIO
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ANACARDIO

L’anacardio è il frutto dell’Anacardium occidentale L. . Il genere Anacardium ha dato nome alla famiglia delle Anacardiacee, la famiglia alla quale appartengono anche pistacchio e mango.

L'Anacardio è un albero da frutta tropicale originario del Sud America, in particolare della foresta Amazzonica. La sua diffusione è dovuta ai Portoghesi che lo inserirono nelle coltivazioni Indiane nel ‘500 ed oggi l'India e l'Africa orientale sono i maggiori produttori di Anacardi.
In genere si tratta di alberi di modesta altezza o arbusti, l’Anacardium occidentale raggiunge tipicamente 6-10 m. Esistono comunque anche specie di grande dimensione, come A. excelsum o A. giganteum, che possono superare i 40 m. Le foglie sono semplici, alterne, prive di peli, con apice arrotondato e picciolo corto; hanno una lunghezza che varia a seconda delle specie, può raggiungere i 15-20 cm.

I fiori sono raccolti in infiorescenze, sistema di più rami che portano i fiori. Quest’ultimi hanno il calice a 5 sepali e la corolla a 5 petali.

Il frutto consta di una parte carnosa e di un frutto secco posto all'estremità della parte carnosa.
Infatti l'anacardio fornisce a un tempo due tipi di frutti uniti: uno fresco, la "mela d'anacardio" ("mela di acagiù" per i brasiliani), non commestibile, e uno secco, la "mandorla o nocciola d'anacardio" (in Brasile "noce di acagiù o mandorla di acagiù"). La mela d'anacardio è un falso frutto in quanto risulta da una accrescimento del peduncolo fiorale che arriva a raggiungere le dimensioni di una mela più o meno piriforme. La mela di acagiù ha superficie liscia, sottile e fragile, di colore dal giallo al rosso vivo, e con una massa polposa ma fibrosa. Il vero frutto è invece la mandorla o nocciola d'anacardio che si presenta come una noce reniforme provvista di una dura buccia, contenente un seme oleoso e commestibile.
  

Le numerose varietà di anacardi sono distinte per le qualità organolettiche della nocciola di anacardio. La specie più commercializzata è l’Anacardium occidentale L.
Tuttavia esistono anche altre specie che si distinguono dall’Anacardium occidentale per le caratteristiche botaniche, tra queste:
  • Anacardium excelsum e Anacardium giganteum che hanno dimensioni della pianta molto maggiori
  • Anacarium humile e Anacardium nanum che sono invece arbusti di piccole dimensioni 30-60 cm.
 

Valori nutrizionali per 100g di prodotto disidratato:
 
Principali nutrienti Unità Valore per 100g Rda
(valore giornaliero raccomandato)
Energia
kJ
2294
kcal
553
Grassi
g
41,3
di cui acidi grassi saturi
g
8,1
Carboidrati
g
19,8
di cui zuccheri
g
4,2
Fibre
g
9,9
Proteine
g
20,6
Potassio
mg
565


Gli anacardi, alimenti estremamente calorici, sono ricchi di grasso benefico per il muscolo cardiaco. Tre quarti del suo contenuto di grasso è costituito infatti da acido grasso insaturo l’acido oleico. L’acido oleico abbassa il livello dei trigliceridi nel sangue.

La mandorla dell’anacardo contiene in buona percentuale tutti i principali sali minerali, in particolar modo è un’ottima fonte di magnesio, ferro e potassio. Il magnesio regola la pressione sanguigna, infatti una carenza di questo elemento può portare ad un aumento della pressione sanguigna oltre che a crampi e spasmi muscolari. Il ferro funge da antiossidante, grazie alla sua capacità di eliminare i radicali liberi ed è un nutriente essenziale nella nostra dieta. Il ferro è essenziale per il corretto funzionamento dell’emoglobina (il pigmento rosso del sangue), responsabile del trasporto di ossigeno a tutte le cellule dell’organismo. I primi sintomi della carenza di ferro sono stanchezza e spossatezza.

Origine del nome
Il nome Anacardio deriva dalla forma di questo frutto che ricorda vagamente un cuore.

Da non consumare fresco
Il consumo fresco di anacardi è dannoso all’uomo in quanto il guscio di questi frutti contiene una percentuale di urusciolo, un olio presente anche nell’edera e nella buccia del frutto del mango, che al contatto provoca irritazioni della pelle. Da non confondere però con l’olio di anacardo – commestibile- ed estratto dal seme e non dal guscio.

Come conservarli
Gli anacardi irrancidiscono in fretta e quindi è opportuno conservarli sottovuoto e non lasciarli per lungo tempo esposti all'aria.

Mille usi dell’anacardo

In India, in particolar modo nello stato di Goa, il fiore dell'anacardio è utilizzato per produrre un liquore, chiamato Fenny, o Feni o più particolarmente cashewfeni.

Dalla distillazione del liquido estratto dal guscio della noce dell'anacardo si ottiene una resina ecologica da cui si estrae a sua volta una sostanza, il cardanolo, utilizzabile come base per realizzare polimeri estremamente economici e ad elevate prestazioni che esprimono proprietà analoghe a quelle dei derivati petroliferi, ma privi delle caratteristiche di tossicità tipiche di questi prodotti sintetici.




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