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NOCE

La noce è la parte commestibile del frutto dell'albero del noce chiamato Juglans regia o noce bianco.
Il nome del genere deriva dal latino Jovis glans (ghianda di Giove).
La Juglans appartiene alla famiglia delle Juglandaceae, un genere di piante angiosperme dicotiledoni.
Il noce è un albero deciduo (perde le foglie) con altezza compresa tra 10 e 40 metri, a foglie composte, con le foglioline disposte alternate ai due lati della nervatura mediana, dette foglie pennate, lunghe da 20 a 90 mm, con 5-25 foglioline.
Le piante sono monoiche a sessi separati, cioè i fiori sono solo maschili (staminiferi) o solo femminili (pistilliferi) ma sono portati sulla stessa pianta. I fiori maschili sono raggruppati in spighe che comprendono fino a 36 stami. I fiori femminili (pistilli) sono riuniti a gruppi di 2-4, con uno stigma. L'impollinazione è favorita dal vento (anemofila).
Dal punto di vista botanico la noce che si consuma è il seme della pianta, mentre il frutto vero e proprio comprende anche il mallo e si chiama drupa.
La Juglans regia è presente in America, settentrionale e meridionale, in Asia e in Europa.
Reperti archeologici indicano che i frutti del noce venivano utilizzati come alimento già 9000 anni fa. Le prime testimonianze scritte risalgono a Plinio il Vecchio e Columella. Relazioni di Plinio nel suo Naturalis historia testimoniano l'importazione del noce in Europada parte dei greci tra il VII e il V secolo a.C. dall'Asia minore.
Ci sono riscontri sulla presenza del noce in Europa già dall'era Terziaria. A seguito delle glaciazioni, alcuni esemplari sono riusciti ad arrivare nel bacino del Mediterraneo.
Dunque, l'areale del noce nell'età quaternaria si estendeva dalla penisola balcanica fino all'Asia centrale.
Sono ancora oggi presenti dei caratteristici boschi puri di noce in Kirghizistan, sulla catena montuosa Tien Shan.

Tra le cultivar italiane la Sorrento è una delle più note, produce frutti medi, di forma ovale, di buona qualità; la maturazione è medio-tardiva (fine settembre al Sud). Altre varietà italiane sono la Bleggiana, la Noce di Cerreto, Grossa di Volprana, Noce di Feltrino, Noce Premice, Corniola, Noce di Benevento e Malizia.

Partendo dagli anni ’90 soprattutto nel Nord Italia sono stati realizzati nuovi noceti a coltivazione intensiva e specializzata. La scelta delle cultivar si è indirizzata verso genotipi di origine californiana principalmente Hartley e Chandler, oltre che alle francesi Franquette (usato da impollinatore) e Lara.

  • Le noci Hartley della California sono una delle varietà più antiche di noce ed è la più diffusa ed amata.Prosperano nelle estati calde e secche con inverni miti. Il guscio è abbastanza duro ed ha un po' meno resa di parte edibile rispetto ad altre varietà. Il gheriglio è chiaro, ma dal gusto deciso ed intenso molto apprezzato da chi ama questo tipo di sapori. Il calibro delle noci Hartley è definito , secondo le norme statunitensi, come jumbo, che corrisponde a “31.75 mm e + “, sempre inteso come diametro equatoriale ed è l’ unica varietà che può stare in verticale , grazie alla sua forma triangolare: base larga e appiattita, leggermente appuntita in alto.

  • La noce Chandler ha caratteristiche uniche per il suo guscio sottile,fragile, poco rugoso e per il gheriglio di grandi dimensioni,dal gusto fresco e profumato,delicato ma raffinato. Le noci che Le stiamo offrendo provengono dalla Argentina,più precisamente dalla zona di Mendoza,ai piedi della poderosa cordigliera delle Ande,sono pertanto noci di montagna. I campi di raccolta sono posti ad una altezza variabile tra gli 800- 1000 metri e questo consente ai frutti di maturare in condizioni climatiche superlative, con sbalzi termici importanti tra notte e giorno, per fruttificare al meglio.La noce Chandler dell'Argentina si sviluppa tra Marzo ed Aprile, per giungere sulle nostre tavole per fine Maggio.

  • La noce Franquette è la migliore noce francese per la qualità del frutto, la resistenza al freddo e l’ epoca tardiva della fioritura. Proviene dalla zona di Grenoble, rinomata terra che ha ottenuto anche la certificazione AOC (Denominazione Origine Controllata) in Francia. Il periodo di raccolta è tra settembre e ottobre. Ha un guscio dalla superficie rugosa e dura, la forma ovale, leggermente appuntita.

  • La varietà Lara ha la peculiarità di avere molto spazio tra il gheriglio e il guscio , l'aspetto è rotondeggiante e la base è piana. Il guscio si presenta molto solido, ma di facile rottura. Il gheriglio ha colore chiaro, la consistenza è carnosa ed il sapore è molto delicato. I frutteti sono relativamente giovani e pertanto sono in pieno vigore per produrre. Sono noci della campagna Veneta dove il terreno è profondo, con una elevata capacità di sgrondo, ben livellato per poter permettere la raccolta meccanica, irrigati per ottenere una produzione costante sia quantitativamente che qualitativamente. Le noci Lara italiane vengono raccolte tra settembre e ottobre. 

  • Le Noci Lara australiane, provengono dal sud del continente, un'area caratterizzata da terreni molto fertili, poiché particolarmente argillosi e ricchi di minerali. Le aree maggiormente coinvolte sono quelle della Tasmania e del New South Wales. Il periodo di raccolta delle noci australiane, aprile-maggio, permette di avere un frutto fresco anche nel periodo estivo. I frutteti di noci australiane non sono sottoposti a trattamenti con residui chimici e pesticidi, poiché il Governo Australiano promuove l'immagine del continente come produttore sicuro e sano, nella piena consapevolezza dell’ambiente. Alla qualità dei terreni e al clima favorevole sono dovute le caratteristiche di questa noce, dal gheriglio eccezionalmente grande e dal piacevole gusto e profumo. Queste cultivar sono caratterizzate da requisiti agronomici innovativi ed hanno caratteristiche qualitative di pari livello rispetto alle italiane.

  • Le noci Howard continuano a crescere in popolarità dalla loro introduzione, circa 25 anni fa. Varietà selezionata dalla University of California, questa noce grande, rotonda e gradevole ha una buona tenuta e si raccoglie a metà stagione. Rinomata per il colore chiaro del guscio e l’aspetto naturalmente attraente, la varietà Howard è caratterizzata da un gheriglio grande, chiaro dal sapore eccellente. Le noci Howard si classificano tra le sei principali varietà coltivate in California, che assieme rappresentano oltre il 75% della produzione di noci dello stato.

  • Le noci Serr sono la varietà preferita per i terreni marginali e i climi caldi. Diversamente dalle altre varietà di noci sembra preferire i terreni più pesanti, meno feritili ed è altamente resistente ai colpi di sole. Ha una raccolta precoce fino a metà stagione, calibri grossi e resa elevata (59%). Periodo di raccolta in Cile: fine Marzo/inizio Aprile. Periodo di commercializzazione in Italia: inizio Maggio

Valori nutrizionali completi su 100g di prodotto sgusciato:
 
Le noci rientrano a pieno titolo tra gli alimenti utili per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo ed il rischio cardiovascolare, purché siano inserite nel contesto di una dieta equilibrata e di uno stile di vita sano.
Le persone che consumano noci abitualmente corrono meno rischi di subire, ad esempio,  cardiopatie coronariche o vedono diminuire le proprie concentrazioni di colesterolo LDL (comunemente conosciuto come colesterolo cattivo).

Un prezioso nutriente che abbonda nelle noci è l'amminoacido arginina, precursore dell'ossido nitrico, un potente vasodilatatore che contribuisce alla salute delle arterie mantenendole flessibili e prevenendo la formazione di coaguli.
Anche la vitamina E, contenuta nelle noci in ottime quantità, potrebbe contribuire - in sinergia con arginina e grassi omega-3 - a contrastare la formazione delle placche aterosclerotiche, grazie alle note proprietà antiossidanti.
Ma il vero punto di forza delle noci è la qualità dei lipidi contenuti, composti per buona parte da grassi di alto valore nutrizionale come gli acidi grassi Omega-3 e Omega-6 e il loro contenuto di acido folico e antiossidanti capaci da un lato di prevenire l'artrite e dall'altro di rendere la pelle più luminosa e uniforme.

Fin dagli albori della storia dell'uomo, le noci hanno avuto un ruolo essenziale nell’alimentazione quotidiana e forse anche per questo hanno fatto parte delle storie e delle tradizioni che ci sono state tramandate.

Mitologia e leggende
È proprio in virtù dell’importanza alimentare, nonché della particolare struttura e morfologia, che intorno a questa pianta e al suo frutto sono fiorite fantasie e credenze tramandate dalle leggende popolari.
L’albero del noce ha avuto nel tempo un ruolo maligno e misterioso: non andava piantato vicino alle case perché la sua ombra era portatrice di disgrazie. Dalla mitologia greca alle leggende medioevali inoltre è sempre stato costante il legame tra il noce e le divinità femminili. Non a caso ancora nel medioevo si riteneva che le streghe si radunassero sotto un noce per i loro sabba demoniaci.
La noce al contrario è sempre stata generalmente considerata portatrice di buon augurio. In epoca romana alla noce era attribuito il dono della fertilità: si effettuava la “sparsio nucum” in occasione della festa Cerealia e nelle cerimonie nuziali il giovane sposo usava gettare noci lungo la sua strada come auspicio di fecondità, rito questo che si è mantenuto intatto nei secoli anche in altre tradizioni.
Ancora oggi vive un vecchio detto piemontese che recita: “pan e nus vita da spus” (pane e noci vita da sposi).

Noci, santi e tradizione
Come spesso accade nella tradizione agricola, i periodi di maturazione delle noci sono legate ai santi del calendario:
per San Giovanni (24 giugno) si raccoglie il mallo per fare il liquore Nocino
per Santa Maddalena (22 luglio) la noce è già piena
per San Lorenzo (10 agosto) puoi guardarci dentro, ovvero controllarne la maturazione
per Santa Croce (14 settembre) una pertica per noce (in altre parole è il momento di battere le noci e raccoglierle).

Bagna cauda
Per lungo tempo, nel nord Italia, in cucina era d'uso utilizzare l'olio di noci, meno costoso e più diffuso dell'olio di oliva. Per questo motivo divenne un ingrediente fondamentale nella preparazione della Bagna Cauda, piatto tipico piemontese, anche se è stato sostituito man mano dall'olio di oliva proveniente dalla Liguria e oggi se ne è persa quasi memoria.

Letteratura, arte e musica
In letteratura, è celebre il racconto manzoniano di "Fra Galdino e la cerca delle noci" nel terzo capitolo dei Promessi Sposi, in cui viene sottolineata - sia pure per metafora - l’importanza del frutto nell’economia domestica di allora.
Nelle arti visive, diversi dipinti di autori laziali dal Rinascimento al Neoclassico tramandano l’apparizione della Madonna della Noce avvenuta a Tarano (Rieti) nel luogo in cui oggi sorge un santuario.
In musica, la noce è presente, per traslato, nel titolo del conosciutissimo balletto di Piotr Ilich Tchaikowskij "Lo schiaccianoci".




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