® NOBERASCO S.p.A. | P.iva 01270390097 | N. iscrizione REA Savona 53659 | Cap. sociale 600.000 i.v.
SELEZIONI DI FRUTTA IDEE REGALO INIZIATIVE DOVE SIAMO
BENESSERE LIFESTYLE FITNESS RICETTE WIKIFRUTTI
GOJI BERRY
TAG:
GOJI BERRY

Di piante di Goji, che cresce spontaneamente nelle valli himalayane, dalla Mongolia al Tibet e di alcune regioni della Cin, ve ne sono di due specie: il Lycium barbarum e il Lycium Chinense entrambe della famiglia delle Solanaceae – come i peperoni, le patate, il pomodoro, la melanzana.
Lycium, il nome del genere, deriva dalla Licia , una regione dell'Anatolia meridionale. Il frutto è conosciuto nella medicina tradizionale cinese come Frutto di Licia ovvero in latino: Fructus Lycii
La parola Goji, invece è un'approssimazione della pronuncia cinese gouqi, nome cinese per bacca, ma potrebbe derivare dalla stessa radice che ha la parola persiana gojeh che significa anch'essa bacca, ed è stata attribuita a questo frutto 1973 dall'etno-botanico nord-americano Bradley Dobos.
Le bacche di Goji sono usate da migliaia di anni e svolgono un ruolo importante nella ricca cultura della medicina tradizionale cinese.
Il frutto è una bacca rossa leggermente allungata e contenente piccoli semi appiattiti.

Descrizione delle differenze tra le due specie botaniche


Le foglie: Lycium barbarum ha foglie strette (più di tre volte lungo quanto largo) che sono acute all'apice ed alla base, al contrario Lycium chinense presenta foglie a lamina più ampia, più allargata alla base e semi acuta all'apice.
I lobi: in entrambe le specie i lobi della corolla sono ciliati ai margini ma in Lycium barbarum meno spesso ed in modo non costante. I lobi della corolla di Lycium chinense si ripiegano e raggiungono e superano la base della calice mentre in L. barbarum non raggiungono mai la base del calice.
Il frutto: quello di Lycium barbarum è dolce, polposo-succoso, di buon sapore e presenta colore arancione e mai del tutto rosso. I semi sono piccoli e numerosi (1 mm 20-30 semi). Il frutto di Lycium chinense è più rosso vivo con picciolo spesso violaceo, acquoso e con pochi semi più grandi di quelli del barbarum. Il sapore è neutro con sgradevolissimo retrogusto amaro e persistente. Non si presta alla disidratazione perché seccato perde tutta la polpa, rimanendo solo buccia e semi.
 

La coltivazione del Goji in Ningxia ha radici antichissime e continua da migliaia di anni.

Durante tutto questo tempo l'uomo ha cercato di migliorare geneticamente il Goji al pari di quanto abbia fatto per ogni altro prodotto agricolo, selezionando le varietà migliori, scegliendo quelle con caratteri organolettici più apprezzabili, migliore resistenza alle malattie e maggiore produttività.
 
In Europa ci sono due varietà brevettate, ovvero:
  • Sweet Lifeberry®
  • Big Lifeberry®
Esistono molte varietà di Lycium barbarum tradizionali, ormai non più usate.

  
Questa piccola bacca rossa è particolarmente ricca di proprietà salutari. Le bacche di Goji sono ritenuti un “superfrutto” per la abbondanza di principi attivi contenuti, come vitamine, minerali, carotenoidi, polisaccaridi.
A questo proposito negli ultimi anni si sono svolte numerose ricerche scientifiche che hanno dimostrato come le bacche di Goji siano capaci di potenziare le capacità antiossidanti dell'organismo, proteggendo, ad esempio, dall’effetto dannoso dei raggi UVA, rallentando l’invecchiamento cellulare, contrastando i radicali liberi.
Per la loro particolare composizione, la ricerca ha evidenziato come le bacche di Goji potrebbero essere in grado di indurre benefici contro le malattie cardiovascolari, quelle infiammatorie connesse alla visione (ad esempio degenerazione maculare o glaucoma) e neurodegenerative.
Ma siccome la cura della propria salute passa anche attraverso le piccole cose, le bacche di Goji sono utili per proteggere dai comuni raffreddori, rinforzando le difese immunitarie, o alleviare i dolori reumatici, prevenendoli.
Non è affatto un caso infatti, che la medicina tradizione cinese li consideri un elemento essenziale e le usa anche per curare una grande varietà di disturbi.

Pollice verde

Oggi in Italia è molto facile trovare nei vivai le piante di Goji da coltivare nel giardino o in vaso sul balcone. Ve detto subito però che molto spesso, anche tra i vivaisti, si fa confusione tra il Lycium Barbarum e la specie Chinense. Fate molta attenzione quindi, soprattutto se desiderate consumarne poi i frutti, ad acquistare la prima che ha bacche più grosse, più dolci e soprattutto più ricche di principi attivi.
Altra cosa da prendere in considerazione è che la pianta di Goji cresce con una certa lentezza e non vi darà frutti prima di qualche anno. Se non sapete aspettare è meglio quindi comprarla già delle dimensioni adatte alla fruttificazione. Se volete partire dai semi ricordate che il periodo migliore per la semina è la primavera inoltrata e che vi ci vorranno 15 / 20 giorni per vedere spuntare le prime piantine.
Il Lycium Barbarum è una pianta da esterno e va piantata in campo aperto o in vaso, in un terreno, soffice e ben drenato. Pur essendo di origine himalayane, la pianta del Goji Berry ben si adatta ai nostri climi. Anzi, viste le sue origini, si può tranquillamente lasciare scoperta anche di inverno, non temendo il gelo, anche se è sempre bene avere più attenzione per le piante ancora piccole e provvedere comunque a ripararle dal freddo eccessivo.
In grado di arrivare fino a una altezza di quasi due metri, la pianta del Goji ama il sole e non richiede innaffiature frequenti. Alla ripresa vegetativa primaverile è bene concimarla spesso, anche due volte al mese, per vederla durante il periodo di fioritura ricoperta dai sui piccoli fiori viola, e quindi dalle bacche. Vi suggeriamo di usare sempre del concime organico.
Durante i periodi molto caldi richiede una maggior attenzione l'innaffiatura, che dovrà essere un po' più frequente: è comunque buona norma controllare sempre il terreno e innaffiare solo quando è asciutto.

La leggenda del frutto della longevità


La storia racconta che tra l’VIII e il IX secolo, nel pieno periodo della dinastia Tang, sorgesse accanto ad un tempio buddista tibetano, un pozzo d’acqua che i monaci utilizzavano per l'approvvigionamento dell'intero luogo di culto. Le bacche di goji spesso cadevano nel pozzo, e quindi rilasciavano nell'acqua tutti i loro preziosi nutrienti.
Gli abitanti della zona, durante i loro pellegrinaggi al tempio, si fermavano lungo il cammino a fare una sosta per dissetarsi con l’acqua di questo pozzo. E coloro che bevevano abitualmente dalla fonte godevano di una salute straordinaria: i benefici si vedevano su persone di ogni età e sesso, anche su coloro che ormai avevano una veneranda età che mantenevano ancora una dentatura in ottima salute e sulla loro testa non cresceva nemmeno un capello bianco.
Da qui nacque la leggenda riguardante il goji e le sue bacche, veri e propri elisir di giovinezza e salute.

Festa delle bacche di Goji

In Ningxia nella Cina centrale-settentrionale, in agosto, nel periodo di raccolta delle bacche di goji, organizzano una bellissima festa che dura giorni in onore di questo grandioso prodotto. Qui si possono trovare, oltre a tanta musica e balli, addirittura individui mascherati da bacche di goji.
Se si considera che proprio in questa zona si registra la maggior concentrazione di centenari rispetto al resto della nazione, non è poi così scontato il motivo di questa eccezionale celebrazione interamente dedicata alle bacche di goji!




Trovi GOJI BERRY in:
 
SCOPRI
VIVA IL GOJI BERRY