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02/05/2013
Frutta secca contro il rischio di malattie cardiovascolari

Consumare frutta secca a guscio, e in particolare le noci, fa bene alla salute dell’organismo e del cuore.
Lo affermano tre studi che hanno verificato le proprietà benefiche della frutta secca a guscio, mettendo a confronto noci, mandorle, anacardi, nocciole, pinoli, pistacchi, noci del Brasile, noci macadamia, noci pecan. Tutti frutti eletti "alimento benessere", anche se come sempre la classica noce si è dimostrata la migliore, in particolare per il sistema cardiocircolatorio e la salute del cuore.
Il primo studio, condotto dai ricercatori della Loma Linda University, ha coinvolto 803 adulti nella compilazione di questionario sulla frequenza di consumo degli alimenti tra cui i vari tipi di noci e le arachidi. I risultati dimostrano che il consumo di 28 g di frutta secca a settimana può essere significativamente associata con il 7% in meno di sindrome metabolica e relativi disordini. Secondo la dottoressa Karen Jaceldo-Siegl, le noci in particolare sembrano fornire effetti benefici su questa sindrome, indipendentemente da età, stile di vita e altri fattori dietetici.
Il secondo studio, condotto tra il 2005 e il 2010, ha coinvolto 14mila adulti del NHANES (National Health and Nutrition Examination Surveys). Ed è stato analizzato il consumo di frutta secca a guscio e noci (circa 1 grammo al giorno). Dai dati raccolti ne esce che chi ha consumato frutta secca, presenta anche un minore peso corporeo, un ridotto girovita e BMI. Inoltre i consumatori di noci, mostravano una pressione sanguigna sistolica più bassa e una maggiore presenza di colesterolo HDL – quello “buono”. In linea generale, coloro che consumavano frutta secca a guscio erano meno a rischio malattie correlare alla sindrome metabolica e all’apparato cardiovascolare.
Il terzo studio ha preso in esame differenti marcatori biologici che segnalano il rischio di malattie cardiovascolari mettendo in evidenza i benefici effetti del consumo costante di noci. I ricercatori canadesi dell’Università di Toronto e l’Ospedale di St. Michael, che hanno curato la ricerca, hanno scoperto che il consumo di noci è associabile a un un aumento degli acidi grassi monoinsaturi (grassi buoni) nel sangue che è stato correlato con una diminuzione del colesterolo totale, del colesterolo LDL, della pressione sanguigna, del rischio di malattia coronarica in 10 anni, e dell’HbA1c (un marker di controllo dello zucchero nel sangue) della la glicemia a digiuno.
Tutti gli studi sono stati presentati all’Experimental Biology Meeting che si è tenuto a Boston dal 20 al 24 aprile 2013.
Fonte: lastampa.it