1.4.2010

In cucina. Le uova di pasquetta? Verdi come la primavera!

La tradizione vuole che il giorno di pasquetta, tempo permettendo, sia passato in compagnia di parenti o amici, magari all'aria aperta organizzando un allegro picnic sull'erba. Sempre seguendo la tradizione, sulla tavola non devono mancare le uova sode. Ecco quindi una ricetta veloca per portarle in tavola con un pizzico di fantasia.

Le uova di pasquetta ripiene al pesto di rucola

Semplici da preparare e belle da vedere: queste uova ripiene al pesto di rucola rallegreranno certamente la tavola di pasquetta.

Tempo di preparazione: 20 minuti - Difficoltà: facile - Dose: 6 persone

Ingredienti: 6 uova sode, 100 g di rucola fresca, mezzo bicchiere d’olio extravergine d’oliva, 50 g di pecorino, 1 patata piccola, 1 manciata di pinoli, 1 manciata di anacardi, 1 spicchio d’aglio, 1 cucchiaino di sale

Preparazione. Lessa la patata in acqua bollente, sbucciala e falla raffreddare. Lava con cura la rucola, spezzettala e mettila nel bicchiere del mixer insieme agli altri ingredienti (patata a pezzetti, olio, pinoli, anacardi, pecorino, aglio e sale). Frulla fino a ottenere una salsa omogenea e fluida.

Rassoda le uova, lasciale raffreddare e tagliale a metà. Estrai i tuorli e schiacciali con una forchetta. Aggiungi pari quantità di pesto di rucola, mescola, se serve puoi aggiungere altro olio. Raccogli il composto in una siringa per dolci e farcisci i mezzi gusci d'uovo. Disponili su un piatto da portata e servi con insalata mista.

Uova: quale scegliere? Ogni uovo riporta un codice alfa-numerico che lo identifica. Attenzione soprattutto al numero che indica il tipo di allevamento: “0” sta per l’allevamento biologico, “1” per l’allevamento all’aperto, “2” per quello a terra, “3” per quello in gabbia (o batteria). Le uova da preferire sono quelle provenienti da allevamento “0” o “1”, dal 1° gennaio 2012 saranno messe al bando quelle di categoria “3”. A seguire è riportata la sigla che specifica il Paese di produzione delle uova (per quelle di provenienza italiana è IT). Il numero successivo segnala il comune di appartenenza e la sigla della provincia dell’allevamento. Le ultime tre cifre riguardano invece l’allevamento vero e proprio.

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