18.3.2010

Anche il ferro può influenzare i livelli di pressione del sangue

Una dieta ricca di alimenti vegetali, come frutta, verdura e frutta secca, ricchi in ferro non eme, potrebbe favorire un minor rischio di sviluppare ipertensione.

Il ferro, nutriente essenziale nel corpo umano, costituisce una parte fondamentale dell'emoglobina che ha il compito di trasportare l'ossigeno nel sangue. L'anemia (cioè la carenza di ferro), patologia piuttosto diffusa in tutto il mondo, è comune in particolare fra le giovani donne e i bambini. Negli alimenti si trovano due differenti tipi di ferro: ferro eme, che costituisce il 40% del ferro presente negli alimenti di origine animale, e il ferro non-eme che costituisce la totalità del ferro presente negli alimenti vegetali (frutta, verdura, cereali, frutta secca).

Un gruppo di ricercatori francesi ha messo in relazione l'introito di ferro eme e non eme con le variazioni di pressione nel lungo periodo e l'incidenza dell'ipertensione. Nella ricerca sono stati coinvolti quasi 3 mila partecipanti, seguiti per 5 anni. Al vasto gruppo in osservazione sono stati effettuati svariati prelievi di sangue in differenti momenti durante la ricerca per misurare i livelli di emoglobina e ferritina ed è stato richiesto di fornire informazioni sulla dieta quotidiana. I dati raccolti mostrano che uno scarso introito di ferro non eme è associato a un aumento più marcato, nel tempo, della pressione sistolica. Al contrario un introito elevato di ferro non eme si è rivelato protettivo, riducendo del 37% il rischio di sviluppare ipertensione. Questo ha portato alla conclusione che una dieta ricca di alimenti vegetali, ricchi in ferro non eme. potrebbe favorire un minor rischio di sviluppare ipertensione.

Giuseppe Fatati, presidente dell’Associazione italiana di dietetica e nutrizione, ha commentato i risultati dello studio francese (pubblicato sulla rivista Journal of Nutrition) sottolineando che «È la prima volta che viene segnalata una possibile relazione tra introito di ferro e ipertensione. Si tratti di una relazione curiosa che va confermata. Il possibile effetto protettivo sulla pressione di un elevato introito di ferro non eme potrebbe essere conseguenza di un elevato consumo di vegetali. Va infatti tenuto presente che spesso chi segue un’alimentazione ricca di frutta e verdura ha anche uno stile di vita più salutare con ricadute positive su vari aspetti della salute, compresa la pressione». Ovviamente si tratta solo di un’ipotesi che potrebbe, però, servire da stimolo per non far mai mancare a tavola frutta e verdura.

Fonte: Corriere della Sera

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