15.7.2010
Frutti utili grazie alla presenza di acidi grassi, antiossidanti e vitamine.
In Italia sono circa 450.000 le persone affette da morbo di Alzheimer, malattia degenerativa invalidante che colpisce prevalentemente - ma non esclusivamente - in età senile (oltre i 60 anni) con una prognosi infausta. 24 milioni di persone circa è, invece, la stima delle persone affette da questa patologia nel mondo. Un dato purtroppo destinato a crescere e che, secondo gli esperti, entro il 2020 sarà più che raddoppiato.
Per prevenire queste patologie è, come sempre, importante mantenere uno stile di vita sano e una dieta corretta che includa cibi con capacità antiossidanti e benefiche. E gli alimenti particolarmente ricchi di vitamine, minerali e acidi grassi sono spesso alla base di nuovi studi.
Un gruppo di ricercatori del New York Institute ha recentemente valutato l’efficacia delle noci contro la demenza. Questo tipo di frutta secca conterrebbe alcune sostanze benefiche, come per esempio la vitamina E e i flavonoidi, utili a contrastare ed eliminare le sostanze chimiche nocive e i radicali liberi che causano la demenza.
In una nota riportata dal Daily Express si legge che «le noci possono avere un effetto benefico nel ridurre il rischio, ritardare la comparsa o rallentare la progressione della malattia di Alzheimer». Gli scienziati hanno verificato le teorie su un modello animale, nutrendo i soggetti affetti da demenza con le noci. L'esperimento ha dimostrato che i roditori che hanno seguito un’alimentazione integrata con frutta secca hanno mantenuto una maggiore efficienza delle abilità mentali rispetto agli altri, nei quali invece il peggioramento progrediva col passare dei giorni.
Malgrado lo studio sia stato effettuato su topi e quindi, come ha sottolineato il professor Clive Ballard della società di Alzheimer, non sono ancora certi «i benefici forniti da una dieta ricca di noci per l’uomo», gli scienziati suggeriscono che le noci potrebbero avere effetti simili anche sugli esseri umani, ma sono necessari ulteriori approfondimenti.
Fonte: dailymail.co.uk | la stampa








